errori comuni in inglese

Quali sono i 5 errori più comuni che gli italiani fanno in inglese? Gli abitanti del Bel Paese fanno una serie di errori ricorrenti. Alcuni sono buffi e derivano da una pronuncia maccheronica (come non pensare allo “shish” di renziana memoria, diventato meme cult del web), altri riguardano la grammatica ed il lessico.

Quando si sta scrivendo una mail commerciale per lavoro, fare errori di grammatica e di lessico può risultare in una sbagliata percezione della professionalità della vostra azienda, lo stesso vale per la lingua parlata in meeting o conferenze internazionali. In questo articolo indaghiamo sugli strafalcioni più frequenti che gli italiani compiono quando tentano di parlare la lingua degli anglosassoni.

1 La traduzione letteraria

Non c’è dubbio, cercare di tradurre letteralmente dall’inglese all’italiano è l’errore più comune che gli studenti commettono. Quando traduci letteralmente una frase ti capiterà molto spesso di distorcere il suo significato. Per esempio:

Excuse me, what time is it? Traduzione letteraria: “Scusami, che tempo è?” – Traduzione corretta: “Scusami, che ore sono?”

You’re welcome! Traduzione letteraria: “Sei il benvenuto!” – Traduzione corretta: “Prego!”

La stessa situazione ti capiterà quando cerchi di tradurre dall’italiano all’inglese. Se traduci letteralmente sarà divertente per un inglese ascoltare le tue licenze poetiche.

Scusate per il ritardo! Traduzione letteraria: “Sorry for the late!” – Traduzione corretta: “Sorry for being late!”

Lavoro nell’attività della mia famiglia. Traduzione letteraria: “I work in the activity of my family.” Traduzione corretta: “I work in my family business.”

Questi sono solo alcuni esempi ma la lista di maccheronismi e licenze poetiche è lunghissima. Per questo motivo quando ti trovi davanti ad una frase in inglese, non tradurre letteralmente ma cerca di capire il contesto e applicalo all’italiano. Per le traduzioni dall’italiano all’inglese invece dovrai contare sulla tua buona conoscenza di lessico ed espressioni che puoi migliorare non solo usando un vocabolario ma anche ascoltando film, video YouTube e musica.

2 I verbi frasali

Anche nella lingua italiana c’è un piccolo gruppo di verbi che sono seguiti da avverbi o preposizioni e che hanno un significato diverso dal verbo base, per esempio “dormirci su” o “tirarsi su”. In inglese si usano molto di più ma il problema si pone quando si traducono: non hanno nessun senso! Inoltre, una volta imparati, ricordare i giusti avverbi o proposizioni non è facile.

LEGGI: I VERBI FRASALI INGLESI ED IL LORO USO

3 Uso sproporzionato degli articoli

Può capitare di leggere frasi di studenti del tipo “I went to the work with the my car and then I went for the lunch with the friends.” In questa frase tutti i the sono di troppo. Gli italiani infatti tendono a ripetere ed inserire gli articoli un po’ ovunque ed in modo sproporzionato.

4 L’incubo di tutti gli studenti: le preposizioni

Errore comune quanto la traduzione letteraria è l’uso improprio delle preposizioni. Non c’è studente che non abbia trovato lo studio delle preposizioni un vero incubo, almeno all’inizio. La maggior parte delle preposizioni inglesi si divide in due gruppi: le preposizioni di luogo e le preposizioni di tempo. Per alcuni ricordare tutte le loro regole può essere una fatica ma non ti preoccupare, practice makes perfect. Parlando e ascoltando il più possibile l’inglese, l’uso corretto delle preposizioni ti verrà in automatico.

5 Omettere il soggetto. Perché capita spesso?

In italiano la coniugazione di un verbo o la declinazione di un aggettivo da soli ci permettono di sapere di chi si sta parlando, per questo in alcuni casi possiamo omettere il soggetto. Se proviamo a fare questo in inglese però rischiamo di creare delle incomprensioni. In inglese il soggetto va sempre messo prima di un verbo o un aggettivo perché da soli non danno abbastanza informazioni.

Facciamo degli esempi. In italiano “è bello” ci fa capire che stiamo parlando di una persona o un soggetto maschile. Molti studenti diranno in inglese “is beautiful” ma un madrelingua rimarrebbe perplesso, non si capisce chi o cosa è bello. La traduzione corretta è “he’s beautiful” se si parla di un uomo o “it’s beautiful” se si tratta di un oggetto. Tornando all’esempio fatto in precedenza, “lavoro nell’attività di famiglia” ci fa capire che si parla in prima persona ma in inglese “work in the family’s business” diventa un imperativo!

Metti alla prova il tuo inglese

Abbiamo visto una serie di errori comuni che gli italiani fanno in inglese. Pensi di essere colpevole anche tu? Come te la cavi con l’inglese? Fai il nostro test online e scopri il tuo livello. Bye bye for now and see you next time!

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Jonathan

Jonathan è di madre italiana e padre inglese, ha vissuto in diversi periodi della sua vita tra Italia, Inghilterra e Galles. Si è laureato in Giornalismo e Politica alla De Montfort University, Leicester (UK) nel 2014. Conosce a fondo il mondo anglosassone ma ama profondamente l'Italia.

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